Titolo del Reportage

Italian women support social projects in Ethiopia/ Le donne Italiane sostengono progetti sociali in Etiopia

About Reportage

Donne Italiane sotengono progetti sociali in Etiopia:

I progetti sociali sostenuti dalle donne italiane in Etiopia

In  Italia c’è una grande attenzione al territorio etiope da parte delle ONG e delle associazioni impegnate negli aiuti socioculturali, le cause sono tante, tra cui sicuramente quegli anni di storia in comune che inevitabilmente hanno creato dei legami. Attuando una ricerca sul campo ad Addis Abeba e la campagna circostante ho individuato tre progetti in particolare, che hanno diverse caratteristiche in comune:si rivolgono al recupero sociale in particolare ai giovani, utilizzando  percorsi  di cultura equo-solidale e spesso uniscono arte, cultura e risorse del territorio. Non sono progetti realizzati da  grandi ONG internazionali, ma sono realmente attivi sui territori, sono conosciuti in Addis Abeba, grazie al lavoro che gli operatori fanno e i risultati effettivi che riportano.

La cosa importante è che sono progetti innovativi, per le nuove generazioni etiopi e sono sostenuti da donne giovani .

Il primo è un progetto promosso dall’Associazione IPO di Perugia dal titolo “Community Erbal-Care” che, grazie all’aiuto della regione Umbria riesce a portare avanti un’iniziativa  sanitaria basata  su  medicine naturali e cliniche pediatriche mobili. Si organizzano,  inoltre, seminari universitari per i futuri farmacisti etiopi dell’ Università Debre-Berkan. Il progetto  ha realizzato un laboratorio e un vivaio di erbe medicinali nel distretto di Ancober, sull’ altopiano, in  un villaggio di 3000 abitanti “Corobela”.La donna che sostiene il progetto insieme a Matteo Baraldo ,uno dei fondatori dell’associazione IPO, e il farmacista dott. Ludwivig Alsetta,  è Annachiara Vassallo che si occupa dalla comunicazione ai rapporti con le realtà locali, dalla progettazione fino all’ organizzazione delle cliniche mobili.

Il secondo“Fekat Circus”, (in italiano “Circo Fiorente”) è un progetto di recupero che unisce l’arte teatrale circense, il recupero sociale e  la costruzione equo-solidale. Esso è promosso dal “CIAI”- Centro Italiano Aiuti all’Infanzia- ed è coordinato da Giorgia Giunta.  Il progetto è presente al centro di Addis Abeba dal 2004 e ha dato una seconda chance a diversi giovani delle periferie:la possibilità di formare una compagnia di Circo professionale. Creare una vera e propria famiglia permette  ai ragazzi di lavorare indipendentemente e di agire soprattutto in orfanotrofi e case di Carità.Inoltre la compagnia  lavora  negli ospedali  operando con la clown Terapia. “”Smile’s medicine project” è il nome di questo progetto finanziato in parte da Fondation Alta Mane (Switzerland),che viene realizzato presso i reparti pediatrici dell’ospedale Black Lion Hospital in Addis Ababa.Attualmente  gli attori sono impegnati nella costruzione di una sala da utilizzare come palestra e piccolo teatro indipendente. La costruzione sarà fatta in maniera completamente ecologica, i mattoni sono un impasto di fango,  terra e sabbia, il progetto  è dell’architetto di Lorenzo Fontana, promotore di un edilizia che rispetta l’ambiente.

Il terzo infine, è “Bosco Children”, sostenuto dai Salesiani di Don Bosco “Amici del Sidamo in missione”, coordinato da Chiara Pirola e da altri operatori e collaboratori e dal marito Paolo Patruno. Si occupano del  recupero dei ragazzi in strada, li aiutano a prendere coscienza di sé e delle proprie potenzialità .Il progetto  segue i ragazzi realizzando dei corsi professionali di lavorazione del ferro, del bambù, del legno e della pelle,  non manca un percorso di studi che parte dall’alfabetizzazione  e che ha la finalità di favorire il conseguimento di titoli di studio superiori..Grazie al progetto  di” Bosco Children” sono  realizzati dei prodotti di artigianato equo-solidale che vengono distribuiti in Italia da “Libero mondo” nel circuito del commercio equo.I ragazzi escono dal centro di accoglienza con una professionalità ed indipendenti, oppure continuano gli studi attraverso alcune adozioni a distanza.

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